Il Regime spinge a non andare a votare : REATO !!!!!!!

Gironzolando su youtube una pubblicità ha attirato la mia attenzione chiedendomi : Sei davvero informato sul referendum del 17 Aprile?

Un video assemblato per bene dal regime che  ci spinge a boicottare il referendum.

Panama Papers, ecco come sono entrati nei conti segreti — Contro*Corrente

Un plugin di WordPress non aggiornato che avrebbe spalancato le porte alla rete della Mossack Fonseca. Sarebbe questa, secondo il fondatore e ceo di WordPress, Mark Maunder, la possibile falla che avrebbe permesso agli hacker di accedere ai file dello studio legale panamense che hanno portato allo scandalo ‘Panama Papers’…. Continua »

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Ecco i nomi italiana nella lista Panama Papers

  • Ambrosione Francesco, Cuneo, imprenditore
  • Angiolini Marco Angelo, Varese, immobiliarista
  • Anti Michele, Roma, procuratore finaziario
  • Apolloni Gianluca, Roma, commercialista
  • Astarita Ercole, Napoli, imprenditore
  • Baglietto Giovanni Battista, Savona, imprenditore
  • Battistini Andrea, Rimini, imprenditore
  • Benfenati Gabriele, Reggio Emilia, armatore
  • Bertè Mariele, Milano, imprenditore
  • Bigi Mauro, Firenze, imprenditore
  • Bizzarro Salvatore, Napoli, commercialista
  • Calugi Candido, Firenze, imprenditore
  • Caracciolo Borra Filippo, Como, imprenditore
  • Carturan Mauro, Padova, commerciante
  • Chimento Adriano, Vicenza, gioielliere
  • Cialella Giovanni, Roma, imprenditore
  • Cimino Simone, Milano, finanziere
  • Contini Roberto, Milano, imprenditore
  • Corallo Francesco, Catania, imprenditore
  • Cuffaro Vincenzo, Roma, mprenditore
  • D’Urso Barbara, Roma, presentatrice tv
  • Da Silva Rigo De Righi Neli, Roma, imprenditore
  • Da Vià Abramo, Belluno, imprenditore
  • Daniele Antonio, Ferrara, mprenditore
  • De Carlo Pantaleo, Udine, imprenditore
  • De Leo Domenico, Bologna, commercialista
  • De Montis Marco, Roma, imprenditore
  • Della Salda Paolo Angelo, Milano, rchitetto
  • Di Feo Gioacchino, Imperia, imprenditore
  • Di Girolamo Nicola, Roma, ex senatore Pdl e avvocato
  • Fagioli Giovanni, Reggio Emilia, armatore
  • Faraone Alessandra, Milano, commercialista
  • Fazio Alfio, Siracusa, imprenditore
  • Fazio Carlo, Siracusa, imprenditore
  • Fiolis Maurizio, Cuneo, amministratore
  • Focarelll Carlo, Roma, broker
  • Fonseca Daniel, Como, ex calciatore e procuratore
  • Fraissinet Fabio, Napoli, imprenditore
  • Gandolfo Giuseppe Giorgio, Milano, imprenditore
  • Garavani Valentino, Londra, stilista
  • Giammetti Giancarlo, Londra, manager
  • Golfarini Renzo, Bologna, imprenditore
  • Hoekstra Jacob, Vercelli, imprenditore
  • Impellizzeri Giovanni Luca, Catania, agente di scommesse
  • Iossa Fasano Arturo, Milano, imprenditore
  • Iuraca Diego, Genova, imprenditore
  • Jacchia Maurizio, Firenze, imprenditore
  • Khan Sageer, Bari, musicista
  • Lapenna Eugenio, Roma, procuratore
  • Lauri Francesco, Roma, avvocato
  • Lelli Alessandro, Pesaro, manager
  • Losev Petr, Roma, manager
  • Marabotti Franco, Firenze, dirigente
  • Marazzini Lorenzo, Milano, imprenditore
  • Marin Walter, Vicenza, procacciatore d’affari
  • Massini Rosati Gianluca, Perugia, fiscalista
  • Menichetti Marcello, Firenze, amministratore
  • Monteleone Lorenzo, Biella, imprenditore
  • Montezemolo Luca, Modena, manager
  • Morgano Gianfranco, Napoli, albergatore
  • Natangelo Roberto, Lucca, imprenditore
  • Nicosia Donaldo, Miami, manager latitante
  • Novero Eugenio, Torino, imprenditore
  • Nucera Andrea, Genova, imprenditore
  • Ortonovi Francesco, Modena, imprenditore
  • Ottaviani Roberto, Roma, imprenditore
  • Ottaviani Stefano, Roma, imprenditore
  • Paciello Lorenzo, Milano, amministratore
  • Palazzolo Christian, Estero, imprenditore
  • Palazzolo Pietro, Estero, imprenditore
  • Palmieri Alessandro, Bologna, imprenditore
  • Palvarini Roberto, Monza, imprenditore
  • Perelli Cippo Marco, Milano, dirigente
  • Perrucci Gian Angelo, Genova, imprenditore
  • Pianesani Augusto, Modena, imprenditore
  • Raccah Simeone, Roma, immobiliarista
  • Rizzi Flaminio, Milano, imprenditore
  • Rovelli Oscar, Svizzera, erede
  • Russo Corvace Giancarlo, Roma, avvocato
  • Sacchi Silvio, Napoli, avvocato ed ex magistrato
  • Senesi Sergio, Genova, imprenditore
  • Sibona Bruna, Cuneo, imprenditore
  • Sibona Giancarlo, Cuneo, imprenditore
  • Smid Thomas, Rimini, ex tennista
  • Spiriti Andrea, Varese, manager
  • Strafingher Friedrich, Modena, imprenditore
  • Sturlese Marco, La Spezia, finanziere
  • Taroni Paolo, Imperia, imprenditore
  • Toseroni Marco, Roma, broker
  • Vacca Santiago, Savona, commercialista
  • Valentini Emanuele, Roma, imprenditore
  • Valiante Glulio, Milano, imprenditore
  • Vanelli Lorenzo, Massa Carrara, imprenditore
  • Verdone Carlo, Roma, attore
  • Vicari Sergio, Rieti, imprenditore
  • Vicari Simone, Rieti, imprenditore
  • Villevielle Bideri Flavio, Roma, editore
  • Villevielle Bideri Silvia, Roma, editore
  • Villevielle Valentino, Roma, editore
  • Zito Angelo, Lussemburgo, broker

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Pressione fiscale sale al 43,3% grazie al decreto salva-banche — QuiFinanza

La pressione fiscale del 2015 è scesa al 43,5%, in calo di 0,1 punti su base annua ma in rialzo di 0,2 punti sulla stima precedente. Lo rileva l’Istat. La correzione, spiega l’istituto, riguarda le operazioni connesse alla risoluzione della crisi delle quattro banche, secondo le decisioni assunte lo scorso 22 novembre. In particolare, le…

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Panama Papers, il fisco a caccia degli 800 italiani coinvolti — QuiFinanza

Anche il fisco italiano si attiverà per dare la caccia agli evasori. L’Agenzia delle Entrate starebbe elaborando le strategie e attivando i contatti internazionali per ottenere la documentazione relativa ai circa 800 contribuenti italiani coinvolti nei Panama Papers, per poi attivare con rapidità le relative indagini. Intanto continua ad allungarsi la lista degli inquisiti: si…

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Panama Papers, cosa sono e chi sono gli italiani coinvolti — QuiFinanza

Uno scandalo di proporzioni planetarie fa tremare i leader e i vip di mezzo mondo. Diverse testate internazionali hanno pubblicato i risultati di una lunga inchiesta giornalistica nata dalla diffusione di un’enorme quantità di documenti riservati che mostrano il funzionamento di una delle più importanti società del mondo che si occupa di creazione e gestione…

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Quanto in basso può scendere Mario Draghi per risollevare l’eurozona? — ABN ♦ blog

Traduzione: Giada Bagattin Revisione: Michele Mora Link Articolo: Financial Times Durante l’incontro dei capi della BCE, un pacchetto di stimolazione per l’economia è stato considerato un provvedimento quasi certo, ma le varie opzioni disponibili hanno lati negativi. Mario Draghi è sotto pressione poiché deve fornire una risposta convincente alla tendenza negativa dell’economia globale di questa […]

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Fondi russi ai partiti antieuropei: intelligence Usa indaga

La mano del Cremlino starebbe sostenendo i partiti euroscettici. Compagini come il Front National di Marine Le Pen, o come la nostra Lega Nord. Con questo sospetto gli Stati Uniti hanno dato il via una grossa operazione di intelligence per appurare se e quanto la Russia si stia infiltrando nei partiti europei per allontanare l’Ue dalla Nato e dall’influenza americana. La notizia è comparsa sulle pagine del quotidiano Telegraph, grazie all’imbeccata di un funzionario del governo britannico. “C’è veramente unanuova Guerra Fredda là fuori”, sostiene la fonte, “proprio nell’Unione europea stiamo vedendo un’evidenza allarmante degli sforzi russi per disfare la fabbrica dell’unità europea in un’intera gamma di questioni vitali”.
E’ James Clapper, direttore nazionale dell’intelligence americana, a essere stato incaricato dal Congresso a condurre le indagini su tutta questa serie di fondi clandestini che dalla Russia andrebbero a soffiare sul fuoco delle debolezze europee. La fonte non ha dichiarato quali siano i partiti sospettati di aver ricevuto denaro russo, ma è facile supporre che si tratti di quelle formazioni che intendono rimuovere le sanzioni economiche alla Russia seguite all’annessione non riconosciuta della Crimea e, come già ricordato, ridiscutere l’alleanza militare transatlantica della Nato. Un identikit, perfettamente compatibile con il programma di politica estera della Le Pen.

Il piano di Mosca sarebbe quindi quello di trarre pieno beneficio geopolitico dalla possibile disgregazione politica dell’Unione europea, tesa fra la crisi dei migranti e le performance economiche divergenti fra i vari stati membri. Una situazione che, anche senza il bisogno di supporti esterni, sta già aiutando l’ascesa di numerose formazioni anti-sistema in tutta Europa.

Sull’ipotesi di aver ricevuto soldi dalla Russia il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha già sonoramente smentito (“è una cazzata”); eppure è certo che il Front National, alleato della Lega all’europarlamento, ha ricevuto un prestito di nove milioni di euro nel 2014 da parte di una banca russa. Il presidente della First Czech-Russian Bank, erogatrice del finanziamento, è Roman Popov, un uomo considerato molto vicino al Cremlino.

Le origini della Massoneria

La massoneria non si dedica più ,oggi, ai lavori di costruzione materiale,ma deriva direttamente da una confraternita di scalpellini e di architetti le cui ramificazioni, nel Medio Evo, si estendevano in tutta l’Europa occidentale.

Quei costruttori,trasmettendosi i segreti dell’arte, si conformavano ad antichi usi. Essi praticavano riti iniziatici che le leggende corporative facevano risalire alla più remota antichità.

Dobbiamo fare attenzione a non prendere alla lettera queste ingenue tradizioni. Esse sono collegate al mito e spesso nascondono un senso allegorico

Secondo una di queste leggende ,Adamo era stato fatto Massone secondo i riti, all’ordine del Paradiso dal Creatore. E’ un modo di dire che la Massoneria è sempre esistita , se non in atto,almeno in potenza di divenire, datoche essa risponde ad una necessità primordiale dello spirito umano

Ma basta riflettere all’influenza in origine esercitata dall’arte del costruire,per farci un’idea precisa del ruolo civilizzatore messo in azione dalle più antiche associazioni massoniche.

Quelle associazioni si costituirono sin dal momento in cui l’architettura divenne Arte.Esse vennero chiamate senza dubbio a costruire prima le mura delle città primitive.Quei bastioni in pietra tagliata furono opera di operai esercitati e raggruppati in tribù. Spesso ci rappresentiamo quegli artigiani sul punto di trasferirsi, per esercitare la loro professione, nei vari luoghi in cui erano richiesti.

Essi non potevano fare a meno di associarsi per due motibi: prima , perchè ogni importante costruzione non poteva essere l’opera di isolati individui e poi perchè la pratica dell’arte di costruire esige una iniziazione professionale.

Dunque. è evidente che , sin dai più remoti tempi, i Massoni hanno formato raggruppamenti corporativi e che , per forza di cose, essi si sono divisi in apprendisti , compagni e maestri.

In quanto alla loro missione civilizzatrice,essa si è manifestata secondo un doppio punto di vista: Da una parte , la città, protette da solide mura contro gli assalti della barbara brutalità, divennero focolari di attività pacifica, asili inviolabili riservati ad una èlite più colta della moltitudine esterna.

D’altra parte , i massoni diedero l’esempio dell’associazione in vista d’un comune lavoro.

Possiamo affermare che l’architettura è madre d’ogni civiltà ed a buon diritto gli antichi massoni considerarono la loro arte come la prima e la più pregevole di tutte

SIGNORAGGIO

Nel Capitale di Marx (1885), un passaggio illustra bene il funzionamento delle banche centrali: “Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro.
Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a battere moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato”.

Nonostante le varie rivoluzioni di questi ultimi tre secoli, il modello rimane sempre lo stesso: i soci privati delle banche centrali si appropriano del signoraggio, della differenza tra il semplice costo di stampa delle banconote ed il loro valore indicato sulla facciata, il valore nominale. Per quanto riguarda l’euro, per il 2002, la somma ammontava a 7.000 miliardi di euro. Somma che la BCE, la Banca centrale Europea, ha sottratto ai popoli europei. Nelle costituzioni, l’argomento “signoraggio” non compare. Per quanto riguarda l’Europa, l’articolo 105A del Trattato di Maastrich prevede che: “La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità”. Il Trattato di Maastricht, stipulato non a caso a cavallo delle stragi Falcone e Borsellino, nulla dice a proposito del signoraggio, ma riserva alla privata BCE il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione monetaria. E’ interessante notare che i firmatari per l’Italia, su mandato dell’allora Presidente Francesco Cossiga, furono Gianni De Michelis (all’epoca ministro degli Esteri) e Guido Carli (ora defunto, all’epoca ministro del Tesoro). In pratica, prima ancora che nascesse la Costituzione Europea, si erano già messi d’accordo per la divisione della torta monetaria. Tornando indietro del tempo, non troviamo traccia del signoraggio nella Costituzione italiana adottata il primo gennaio 1948. Questo argomento è troppo importante per essere sottaciuto: qualcuno, ogniqualvolta vengono emessi degli euro, si arricchisce con questa medioevale rendita di posizione che non ha niente a che spartire con la democrazia. Recentemente, a Ginevra, mi è capitato di scambiare delle opinioni con degli eminenti esperti mondiali di riciclaggio che, curiosamente, ben poco mostravano di sapere in tema di signoraggio.

Ma se il signoraggio è un’abuso dell’ignoranza popolare, visto che come argomento viene in pratica tenuto segreto, dall’altra parte si tratta di uno strumento potentemente eversivo in una società, come la nostra, dove i soldi sono potere. Dove, rubando tutto il valore della moneta all’atto dell’emissione, se ne può disporre per comprare candidati, elezioni, amministratori, oppure per partecipare a quell’orgia chiamata privatizzazione, mettendo in atto una sapiente ed efficace azione di riciclaggio della refurtiva monetaria.
Ma c’è di più: avendo la totale libertà di decidere quando, come e quanta moneta stampare, si genera il fenomeno triste dell’inflazione. Più moneta viene stampata e più ne diminuisce il valore. Il lettore potrebbe essere tratto in inganno dalle differenze di valore sui cambi: in realtà queste differenze dipendono dalla velocità di funzionamento delle macchinette stampa-soldi delle reciproche private banche centrali. Se la Federal Reserve esagera, mentre la BCE si trattiene un poco, l’euro “sale”. Ma sale comparativamente al dollaro, il suo potere d’acquisto reale diminuisce comunque.

Purtroppo i governi, che sono complici di questa triste macchinazione, non possono riconoscere ufficialmente qual’è il meccanismo che genera l’inflazione: succederebbe, come varie volte negli ultimi 310 anni, una rivoluzione. Quindi – rovesciando sapientemente i ruoli di causa ed effetto – l’aumento dei prezzi viene attribuito alla voracità dei lavoratori e/o dei commercianti. Come se nessuno di noi avesse dei parenti sopravvissuti degli anni ’60 che potrebbero testimoniare quanto valeva allora lo stipendio di un operaio. I sindacati non riescono a tenere testa all’inflazione generata dalle private banche centrali: più cercano di adeguare gli stipendi dei lavoratori, PIU’ vengono accusati di essere LORO a creare l’inflazione. D’altra parte, nessuno ne sa – ufficialmente – niente. Inoltre, gli economisti più gettonati non sono certo quelli che dicono cose “scomode” per i governi. Esiste tuttavia una scuola d’economisti che negli ultimi tempi fa sempre più parlare di sé: La Scuola Austriaca d’Economia. Proprio negli ultimi mesi, questa scuola ha reso disponibile su Internet, in inglese, una gran quantità di testi che possono essere scaricati gratuitamente: il sito è http://www.mises.org. Leggendone anche solo un paio, si scopre un punto di visuale completamente trascurato nella stampa di regime e nei media tradizionali. Si riesce a capire perché esistono periodi ritmici di sviluppo-recessione, i cosiddetti cicli “boom-bust”, e fenomeni quali Parmalat – piuttosto che Cirio o il vecchio scandalo del Banco Ambrosiano – diventano facilmente prevedibili e comprensibili. Diventano addirittura inevitabili. Uno dei soci privati tipici delle banche centrali, è il Barone Evelyn de Rothschild: ma non mancano di certo le antiche famiglie reali europee. Questi primi beneficiari dell’emissione monetaria, e dell’omertà che ne circonda in funzionamento, non hanno difficoltà a mantenere un ottimo treno di vita: altrimenti, voi li capirete, come farebbero per mantenere i castelli e le loro lussuosissime dimore, con quello che “costa” la vita? Non vorrete mica che si mettano a lavorare davvero, dopo tutti questi secoli! Hanno perso la mano. Quindi, per questo ennesimo lugubre anniversario del 27 luglio monetario, mi auguro solo una cosa: che quanta più gente possibile, almeno per una volta, organizzi un bel festeggiamento in piazza degno dell’evento.
Riprendiamoci quello che rimane dei nostri soldi.